Benvenuti a New Media City

Guida turistica semi-seria per orientarsi nel dedalo di vie, mercati, palazzi e persone della città dell'informazione digitale. Un melting-pot di bit sempre sul precario equilibrio tra collasso e rinnovamento. In cui tutti abitiamo da tempo.

Mappa New Media CityDai grattacieli luccicanti del New York Times e Al Jazeera, alle nuove boutique del centro (Huffington Post, The Daily Beast, Cnet). Passando per la schiera di case lunghe (i blog), i giardinetti dell'amicizia (Twitter e Friendfeed) e le villette delle blogstar (Boing Boing, Beppe Grillo). Ma anche i luoghi della socialità in pubblico, come il Parco dell'Indipendenza (Indymedia, OhMyNews), luna park (Facebook e YouTube), i mercatini delle pulci (dove si scambiano informazioni peer-to-peer) e le vie dell'aggregazione (Digg, TechMeme, GlobalVoices).

Ecco la nostra guida alla nuova megalopoli dell'informazione online dove convivono, nello stesso ecosistema, mediasauri verniciati di bit e nuove manifestazioni di informazione collettiva.

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DISTRETTO FINANZIARIO
Nel cuore pulsante della City (ma ancora per quanto?) i vecchi colossi mediatici verniciati di bit. Là dove girano i soldi veri (ma fino a quando?) si ergono i grattacieli degli antichi bastioni dell'informazione. Un tempo frequentata solo da giornalisti ben pagati e un po' snob, quest'area della metropoli si apre lentamente al resto della città. Dalla fine del secolo scorso la cittadella non presenta più le novecentesche mura di cinta. E dunque non è impossibile scorgere tra i palazzi di vetro persino gruppi di blogger, che un tempo si tenevano orgogliosamente lontani da questi luoghi. Il melting pot informativo della città digitale ha infine vinto. Pure gli aristocratici abitanti del financial district (chiamati con ironico affetto "mediasauri" dai concittadini) mettono sempre più spesso il naso fuori. I più arditi arrivano fino all'estremo occidente, nel quartiere dei blogger, un tempo considerato poco sicuro. Altri, in cerca di un rimescolamento più gioioso, guardano a est e alla zona del Luna Park per sentire che aria tira o per sperimentare in prima persona le gioie e i rischi dell'immagine in movimento, dei commenti franchi e salaci, delle conversazioni senza fine.

Da vedere: il dispiegamento di web "sociale" di Al Jazeera (non si risparmia nulla: da Facebook a YouTube, passando per Twitter), gli esperimenti di infografica interattiva del New York Times, l'archivio multimediale della Bbc. Resta, malgrado l'età, la nostra area preferita. Sarà il sapore decadente di alcuni suoi scorci o il fatto che i piatti giornalisticamente più prelibati continuiamo a trovarli proprio qui. Visitatela oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi.


CENTRO CITTA'
A due passi dalla city finanziaria, si estende il centro di New Media City. Come a dire, le migliori boutique del giornalismo online, ma anche i megastore delle news generaliste e le botteghe più trendy della città. Per quanto sia stato costruito solo di recente, il punto di riferimento resta l'informazione professionale ed orientata al business del distretto finanziario. Non a caso sono frequenti i passaggi di quartiere. Con la differenza, però, che da queste parti si respira una maggiore spinta all'innovazione. Oltre alle ormai classiche webzine alla Cnet, Slate, Punto Informatico, di recente sono sbucati nuovi negozi che cercano di tenere insieme il meglio del giornalismo tradizionale (autorevolezza e firme prestigiose), dei blog (informazione veloce) e degli aggregatori (selezione del meglio pubblicato online). Non è un caso se Tina Brown (ex direttrice di Vanity Fair e del New Yorker) lo scorso anno ha mollato i paludati grattacieli del distretto finanziario ed ha aperto la sua nuova boutique proprio qui. La sua nuova abitazione si chiama The Daily Beast e per molti rappresenta il modello di giornalismo mainstream del futuro. Ovvero prendere il meglio di quello che si muove in città, remixarlo e offrirlo in maniera accattivante e professionale ai propri lettori. Per ora la boutique di Tina sta andando alla grande. E così pure quella lanciata lo scorso anno da un gruppo di ex giornalisti del Washington Post (The Politico.com). Ma le cose cambiano in fretta a New Media City. E non è detto che tra qualche anno troverete questi negozi ancora aperti.


PARCO DELL'INDIPENDENZA
La sorpresa viaggia da est a ovest. Giri un angolo e dalle strade dei colletti bianchi dell'informazione, ti ritrovi tra gazebo, sit-in, volantinaggi, slogan. È un attimo. Ed è il bello delle metropoli contemporanee: un solo isolato separa quel che resta di un mondo che fu dal nuovo che deve ancora essere e, mentre decide, che cosa diventare, scende in piazza, parla, grida e si esprime, spesso politicamente. Se mai la rivoluzione digitale emergerà dal basso il suo epicentro sarà in questo parco (e non nei quartieri, sempre più abbienti e appagati, dei blogger). È qui che si possono osservare gli spiriti più ribelli della città radunarsi per dare vita a manifestazioni di piazza informativamente complesse, alternative e di rottura rispetto al mainstream del rione accanto. Decentramento e assenza di gerarchia (ma non di organizzazione) sono la regola. Apertura e condivisione quasi un dogma.
Fermatevi a guardare il fiume di persone che scorre e la sua varia umanità. Come in ogni manifestazione, ci sono quelli che preferiscono il servizio d'ordine e pensano (è il caso di OhMyNews.com e AgoraVox.it) che un po' di guida dall'alto sia necessaria e ci provano con il mix di professionisti e dilettanti delle news. In fondo al corteo i cori anarchici dei duri e puri, quelli per cui tutti devono poter dire tutto e gli unici filtri sono quelli che si dà la comunità stessa. Rousseauismo in salsa digitale, come insegnano Wikileaks.org, sito di "soffiate" anonime, la galassia di Indymedia, dove vale tutto, e Wikinews.org, notizie scelte scritte ed editate collettivamente. Nella pancia del fiume umano non perdetevi, infine, creature composite ma non meno vocianti come Newsvine.com, FaiNotizia.it e AllVoices.com, dove parole del singolo e urlo della massa si incontrando cercando la giusta alchimia.

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Sabato 28 febbraio 2009 - 00:00 (380 giorni fa)

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