Lo spirito del 25 aprile tra tecnologia, scienza e accesso ai saperi. Ritratti di uomini che si oppongono ai poteri dominanti, all'appropriazione dei beni pubblici, all'ideologia della repressione online.
SCIENZA
La Giovanna d'Arco del servizio sanitario
Veterinaria dell'anno, Italy's influenza Diva, Lady di ferro e addirittura Revolutionary mind. È Ilaria Capua, descritta dai titoli dei giornali di mezzo mondo, la veterinaria che un paio di anni fa, nel suo laboratorio di Padova, caratterizza per prima il ceppo africano del virus dell'influenza dei polli. Poi riceve la telefonata dell'Organizzazione mondiale della sanità e l'invito a depositare la sequenza del virus in un database ad accesso limitato. E pensa: la carne di pollo nutre miliardi di persone. Perché il virus che minaccia i pollai dovrebbe essere ad accesso limitato? Così, declina cortesemente, e carica la sequenza su un database open source. Ecco qui la libera scienza e la sua paladina: una veterinaria del nostro Servizio sanitario nazionale.
MEDICINA
Insieme a Ippocrate contro Maroni
Sono scesi in piazza, in camice bianco, e con cartelli inneggianti a un signore di ventiquattro secoli fa. Protestano contro il Governo e la cancellazione del divieto di segnalare i clandestini. E gridano: «Siamo medici e infermieri, non spie». Curare tutti non è solo una questione di umana pietà. È anche una questione di sanità pubblica, lo dice persino la Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività». Interesse della collettività, non siate sciocchi. E mentre la Camera si prepara a discutere di sicurezza, loro, orgogliosi figli di Ippocrate, hanno appeso nei pronto soccorso cartelli in tutte le lingue del mondo. Sopra ci hanno scritto: state tranquilli, noi vi curiamo lo stesso.
RICERCA
Ora e sempre 40 volte resistenza
Due piccioni con una fava. La fava è la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita (quella per cui si tentò la via del referendum), che da sola ha complicato la vita a due categorie generalmente abbastanza pacifiche: i biologi e gli aspiranti genitori. Ma c'è chi resiste. Come i ricercatori del gruppo Ies, guidati da Elena Cattaneo dell'università di Milano: nelle pieghe della legge, hanno trovato i modi per continuare a lavorare sulle cellule staminali embrionali, facendosele spedire dall'estero. E come gli aspiranti genitori che si sono rivolti al Tar e alla Corte costituzionale e, alla fine, sono riusciti a far dichiarare incostituzionale il comma che imponeva la formazione di solo tre embrioni, da impiantare tutti insieme nell'utero della mamma.
TEORIE
La rivoluzione da pari a pari
Achtung banditen! Mentre i governi e le lobby dell'intrattenimento propongono l'equazione peer to peer = crimine, c'è chi investe sul carattere dirompente dei protocolli da "pari a pari". Michel Bauwens della P2P Foundation, l'evangelista della collaborazione via internet, gira il mondo e il web per studiare il suo paradiso, cioè le esperienze in cui la produzione non è pianificata da un padrone e le decisioni non le prendono né lo stato né il mercato. Il suo wiki è la bibbia della cooperazione decentralizzata, dei beni comuni dell'informazione e della partecipazione in strutture non gerarchiche. Il p2p non è solo un modo per scambiarsi film o per scrivere software, ma la base per un nuovo tipo di relazione sociale.
DIRITTI
Più tecnologie meno precarietà
Controculture digitali, economie senza capitali, espressione contro repressione. Per il dodicesimo anno consecutivo una delle comunità hacker più radicali (e radicate) del mondo uscirà dalla rete per mettersi in modalità "real life" e sommergervi di seminari per imparare a mettere le mani sulle tecnologie e usarle contro chi vuole decidere per voi. Ma non si vive solo smanettando... i temi dell'Hackmeeting 2009 saranno la precarietà, la condivisione dei saperi e lo spettro della sicurezza: più cultura, meno paura! In giugno, a Milano.
LOTTE
Abbattiamo la muraglia della censura in rete
Dove la censura morde più duramente, resistere significa semplicemente fare informazione, non col ciclostile ma sulla rete. Fatevi un giro su Wikipedia o sul sito di Reporters senza frontiere e cercate la storia di Liu Xiaobo, incarcerato da dicembre dalle autorità cinesi per aver firmato la Carta 08 in favore della democrazia e della libertà di espressione. Oppure quella degli egiziani Ahmed Maher e Israa Abdel Fattah Ahmed, fondatori del Movimento 6 aprile, un gruppo di Facebook nato per supportare uno sciopero e finito diritto in galera. Mentre in Iran le "cyberfemministe" Maryam Hosseinkhah e Jelveh Javaheri sono state incarcerate per aver scritto le loro opinioni a proposito del codice di abbigliamento per le donne. E la lista potrebbe essere molto più lunga...
SOCIALITA'
Non moriremo facebookiani
Un altro social network è possibile! I nerd militanti di riseup.net, una rete basata a Seattle, mettono a disposizione degli attivisti di tutto il mondo "We" (noi), un network progettato per i bisogni dei movimenti sociali e dei progetti collettivi. I membri dei gruppi possono chattare e discutere tra di loro, ma anche usare un wiki per scrivere documenti collettivamente, effettuare sondaggi e condividere i file. Il tutto con anonimato e rispetto della privacy... altro che Facebook! I dati del vostro profilo insomma non finiranno nelle mani di qualche azienda di marketing o della polizia postale. Dagli ecologisti del Climate Camp di Londra fino agli skinhead antifascisti, organizzarsi in rete ora è più facile.
DIRITTI
Primo emendamento in salsa digitale
Libertà di espressione e quel che ne consegue. Fondata nel 1990 da un manipolo di ultra-libertari imbevuti di cyber-utopismo californiano, la Electronic frontieer foundation resta il più saldo baluardo contro i crescenti tentativi di governi e multinazionali di fermare e riportare indietro l'orologio dei diritti digitali (che spesso solo digitali non sono). In 19 anni di onorato servizio ha preso parte ad oltre 200 cause su questioni come anonimato, diritti dei blogger libertà, privacy, proprietà intellettuale.
PRIVACY
Teoria e pratica dell'anonimato
Usate Hotmail, Blogger e del.icio.us? Datevi una mossa e passate ai servizi del collettivo Autistici/Inventati, che dal 2001 fornisce gratis caselle postali, blog, spazio web, chat, radio, mailing list, bookmark... tutto quello che potete desiderare. E con il massimo della difesa di anonimato e libertà di espressione, che per A/I sono diritti, alla faccia di governi e aziende spione. Tanto che per difendersi da sequestri e intrusioni hanno dato vita al Piano R*, un "network di comunicazione resistente" basato su server distribuiti in tutto il mondo.
SAPERI
Il bibliotecario di Internet
Da quando nel 1996 ha lanciato Internet Archive, Brewster Khale si è subito guadagnato l'appellativo di "bibliotecario di Internet". Il suo sogno non è da poco (creare una biblioteca online che raccolga tutto il sapere umano e lo renda disponibile gratuitamente, una sorta di Alessandria 2.0), ma lui va avanti lo stesso, lottando contro i tanti che provano a privatizzare il sapere. A cominciare da Google che sta già facendo qualcosa di simile, ma con un afflato molto più commerciale. Mr Khale, professore del Mit, ha la fissa degli orphan works, le opere di cui non si conosce la proprietà che vorrebbe restituire alla collettività. L'ostacolo attuale è legislativo, ma per Khale basterebbe ripescare la legge americana del 1970 sul copyright.
HARDWARE/1
Un'altra chance per pc e cellulari
Si chiama Trashware, si traduce riuso solidale di computer abbandonati in cantina che vengono "rigenerati" e messi a disposizione di scuole e associazioni in tutto il mondo. Questa l'idea di diversi gruppi di smanettoni specializzati nel dare una seconda vita a vecchi pc, stampanti e cellulari con l'utilizzo esclusivo di software libero (il sistema operativo GNU/Linux). Il gruppo più noto del settore è GOLEM di Empoli, ma c'è anche qualcuno che fa trashware rimanendo nel circuito degli amici.
HARDWARE/2
Sul web non si butta via niente
Nei cortili delle case di provincia americane non mancano mai. Mobili, cianfrusaglie, vestiti che invece di essere buttati nella spazzatura sono offerti ai vicini che ne abbiano bisogno. Stesso concetto è applicato su scala globale e web da Freecycle. Da un'idea dell'ambientalista Deron Beal, coinvolge un milione e mezzo di persone distribuite in 51 Paesi. Prima di comprare una nuova tv o un cellulare, fate un salto sul sito: sicuramente troverete qualcuno disposto a "buttarlo via" nella vostra città.
SOVVERSIONI
Il re è nudo parola di pirati
Per il re della favola di Andersen fu l'occhio di un bambino. Per l'industria dell'intrattenimento ci sono voluti quattro svedesi scanzonati e irriverenti. Un sito, un protocollo p2p, migliaia di link. Così The Pirate Bay ha smascherato la mancanza di innovazione di un'industria ricca di miliardi e povera di idee, incapace di accettare i cambiamenti tecnologici e la rivoluzione dei consumi. Li hanno appena condannati a 4 anni di carcere. Ma Peter Sunde, Fredrik Neij, Gottfrid Svartholm, Carl Lundström hanno promesso resistenza ad oltranza. «In tutti i buoni film – si leggeva sul loro sito pochi minuti dopo la sentenza - gli eroi perdono all'inizio ma hanno un'epica vittoria alla fine».
INTERNET
Le squadriglie della neutralità
«Niente più pasti gratis». A parlare così sono i signori delle tlc tentati di controllare quel che passa nei loro tubi. Tu si e tu no, vogliono dire ai bit. Il discrimine sono i soldi. E pazienza se così si viola il principio cardine di internet: la neutralità della rete. Per fortuna, a difendere le fondamenta del medium dei medium ci sono Vint Cerf, il padre della rete, e altri esperti della campagna NNSquad. Da gennaio è attiva la "cellula" italiana. Il 14 maggio a Roma il primo appuntamento.
COPYRIGHT/ 1
Liberi di vendere liberi di scaricare
Mentre proliferano le proposte di legge inneggianti alla "lotta alla pirateria" c'è chi va controcorrente e pensa in grande. I visionari di Digital Media in Italia sognano per il nostro Paese «un ruolo primario nello sfruttamento del fenomeno globale» dei media digitali. Al motto di «libertà di azione per le imprese e libertà di accesso ai contenuti per i consumatori» delineano i dettagli di un sistema di distribuzione online che farebbe dello stivale un'avanguardia mondiale. Cercano orecchie politiche e imprenditoriali disposte a sentire. Ma troppi timpani vibrano solo alle sirene delle lobby.
COPYRIGHT/2
La creatività è rivoluzionaria
Triste il mondo in cui per creare bisogna chiedere il permesso. Peccato sia il mondo in cui viviamo. O meglio, vivevamo fino a che un genio del diritto digitale non ha prestato una fetta del proprio cervello all'attivismo e ha messo in piedi Creative Commons (CC). Licenze alternative, quelle ideate da Lawrence Lessig, contro il bavaglio alla creatività imposto da conglomerati dell'intrattenimento e autori del passato. 8 anni dopo quell'intuizione le opere digitali dell'ingegno targate CC sono 300 milioni (100 milioni di foto solo su Flickr). Se non è una rivoluzione questa...
MEDIA
Racconti dal basso per guerre dimenticate
Se i grandi media occidentali sono diventati semplici "mezzi di disinformazione di massa" (vedi guerra in Iraq o il recente conflitto a Gaza), basta lamentarsi, meglio reagire. Così come ha fatto un gruppo di attivisti africani lanciando Ushahidi.org, piattaforma open-source pensata per denunciare le violenze che avvengono in luoghi lontani dagli occhi dei giornalisti. Già sperimentata in Kenya, Repubblica Democratica del Congo e a Gaza, si presenta come una mappa dinamica che riporta scontri, omicidi, stupri: tutti segnalati da testimoni oculari e semplici cittadini con un Sms. Da un'idea di Ory Okolloh, blogger kenyana, già attiva su Global Voices, altro interessante progetto che prova a dare una voce ai paesi dimenticati da giornali e tv.
(Testi a cura di Silvia Bencivelli, Nicola Bruno, Alessandro Delfanti, Emanuela Di Pasqua, Raffaele Mastrolonardo)
Articolo pubblicato su Chips&Salsa/Il Manifesto del 25 aprile 2009
Lunedì 27 aprile 2009 - 12:36 (325 giorni fa)
Argomenti trattati: ricerca italiana, privacy, p2p, copyright, censura
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