I teenager couch-potato tendono a sviluppare la depressione in misura maggiore rispetto ai coetanei che trascorrono meno tempo davanti allo schermo. Nessun nesso, invece, tra la malattia e gli altri media (radio, film su Dvd, games).
Un nuovo studio fa luce intorno al rapporto tra la "dieta mediatica" degli adoscelenti (tv, film, videogame) e il rischio di sviluppare la depressione da adulti. Se negli ultimi anni molte ricerche si sono focalizzate sui disordini fisici e mentali indotti da troppa video-dipendenza, sono ancora poche quelle che si concentrano solo sui nessi tra esposizione alla tv e depressione.
Martedì 03 febbraio 2009 - 13:38 (408 giorni fa)
Argomenti trattati: televisione, videogiochi
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