Si moltiplicano i siti di "statistica personale" online. E in California prende vita il movimento dei "self tracker" che riducono ogni aspetto della loro vita ad un grafico. Miti, illusioni e lati oscuri del "Sé quantificato".
Alexandra Carmichael è una giovane mamma di 32 anni. Vive a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley, dove lavora nel settore informatico. Da quasi un anno la sua vita si è riempita di numeri e tabelle da compilare con scrupolosa precisione ogni santo giorno. Niente a che vedere con il lavoro, si tratta della sua ultima infatuazione: diventare una self-tracker. E cioè raccogliere quanti più dati possibile su ogni aspetto della sua vita: dalle ore di sonno alle variazioni di peso, ma anche il consumo calorico, il ritmo del ciclo mestruale, il tempo dedicato al lavoro e quello per i figli, gli esercizi fisici, il meteo e l'attività sessuale.
Ogni sera, prima di andare a letto, calcola i "cinque fattori dell'umore" assegnando ad ogni voce un valore da 1 a 5. Per gestire meglio tutte queste cifre ha anche messo a punto un'equazione: il risultato è un numero che le offre un giudizio sintetico sulla giornata appena trascorsa.
Quando le chiediamo perché si prende la briga di raccogliere tutti questi dati, Alexandra tira in ballo Kevin Kelly, fondatore del mensile Wired e ora guru del movimento dei self-tracker (o quantified-self, sé quantificati): «Come dice Kelly "finché qualcosa non può essere misurata, non può essere migliorata". Sto cercando di rendere migliore la mia vita. Anche perché da tempo soffro di un dolore cronico e il monitoraggio mi aiuta a tenerlo sotto controllo».
Dopo un'attenta analisi dei dati raccolti negli ultimi mesi, Alexandra ha scoperto, per esempio, che il suo benessere è correlato al numero di esercizi di Tai Chi svolti nel weekend. Oppure che il buonumore è inversamente proporzionale alle quantità di calorie assunte. «Mi sento meglio. Giorno dopo giorno mi rendo conto di come la qualità della vita sia un equilibrio delicato: lavorare e giocare, felicità e tristezza». Sembrano parole new age, se non fosse che invece di contemplare le onde del mare per ritrovare se stessa, Alexandra scruta le sue perfomance su schemi e diagrammi, magari utilizzando il servizio online che ha lanciato lo scorso anno per raccogliere in maniera collaborativa informazioni su oltre 200 patologie.
Si chiama CureTogether.com e va ad aggiungersi alla miriade di siti di "statistica personale" che sbucano online. Per quanto pensati per gli scopi più diversi, un po' tutti fanno leva sullo stesso concetto: se quantifichiamo ogni aspetto della nostra vita, potremo elaborare grafici e statistiche più oggettive per raggiungere prima i nostri obiettivi. Tra i siti più popolari c'è Mon.thly.info per monitorare il ciclo mestruale. In tempi di crisi, molti ricorrono a PearBudget.com e Mint.com per gestire il conto corrente. Lo stesso vale per l'attività fisica e le diete alimentari, per cui esistono già diversi gadget (come FitBit.com) che si sincronizzano con il profilo online e poi mettono in luce i progressi fatti.
Ma vanno alla grande anche i servizi per monitorare l'impronta ecologica, come MakeMeSustainable.com. Per non parlare delle applicazioni psico-salutiste, come Stress-Eraser.com (cancella stress) o quelle per ricordarsi di ogni biberon, ruttino e pannolino cambiato al proprio neonato (TrixieTracker.com). In tutto ciò non potevano mancare i siti per tenere sotto controllo un'altra grande ossessione di massa: l'attività sessuale (Bedpost.com).
Si dirà: ma sono sempre esistiti i tipi ultra-precisini che annotano qualsiasi evento sull'agenda e collezionano gli scontrini della spesa? Beh, qualcosa di nuovo c'è: da una parte questi servizi spingono sulla presunta scientificità di analisi ed elaborazione dei dati; dall'altra, al proprio diario si può mentire, mentre con un software impersonale il gioco è più complicato. E poi, vuoi mettere l'inconfutabile "sé quantificato" racchiuso in un grafico rispetto al fluido (e spesso bugiardo) "sé analogico" del diario?
Proprio per esplorare le potenzialità di questo nuovo super-uomo ridotto a grafico, il giornalista statunitense Gary Wolf ha fondato insieme a Kevin Kelly il gruppo di ricerca Quantified Self, che ogni due settimane riunisce a San Francisco l'avanguardia dei self-tracker americani: «Ora che gli strumenti di auto-misurazione diventano sempre più semplici da utilizzare – ci dice - perché non trarne vantaggio e vedere cosa possiamo imparare?». E se anche in questo modo stiamo ribaltando il cartesiano "penso dunque sono" con un più competitivo "mi misuro, dunque sono", per lui non si tratta di un gran problema: «Associamo sempre il pensiero alle parole. Ma anche i numeri sono uno strumento di ragionamento».
Anzi, Wolf è convinto che il self-tracking potrà condurci verso un nuovo stadio dell'umanità: «Una migliore quantificazione porterà benefici per la salute (sia fisica che mentale). Ma ci sono altre potenzialità. Ad esempio, un software aggiornato con tutti i nostri dati personali potrà prendere decisioni migliori rispetto a quelle che si basano solo sulla nostra esperienza». Il tutto in linea con gli insegnamenti di Kevin Kelly che da tempo parla della nascita di un SuperOrganismo globale (la rete), dotato di un'intelligenza superiore a quella umana.
Eppure in tutto questo tecno-ottimismo rimane più di un dubbio: possiamo fidarci a cuor leggero di questi servizi che accumulano dati sul nostro conto e un giorno potrebbero sfruttarli per scopi più o meno nobili? «Non c'è dubbio che stiamo entrando in un mondo dominato dai dati, la maggior parte dei quali sono raccolti silenziosamente da compagnie private e dai governi per controllare e prevedere i nostri comportamenti», ci spiega Stephen Baker, autore di The Numerati, saggio pubblicato di recente negli Stati Uniti (in autunno arriverà anche in Italia) che racconta come «le nostre vite sono già analizzate e ridotte a modelli matematici da datori di lavori (in nome della produttività), governi (per la sicurezza), colossi commerciali (vedi le tessera del supermercato), i social network online e gli applicativi per i cellulari».
Mercoledì 13 maggio 2009 - 12:39 (478 giorni fa)
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