X-Media, la generazione dei consumi multiformi

Intervista a Max Giovagnoli, autore di "Cross-media. Le nuove narrazioni", sui nuovi modelli di intrattenimento e il futuro della televisione. Che sarà online, interattiva e sempre più remixata.

Cross-media - Max GiovagnoliGenerazione X, Y, Q... poco importa quale sia la fascia d'età a cui facciamo riferimento. Ormai «è sempre più chiaro che il pubblico dei media contemporanei cerca la complessità, non la semplicità». Così ripete da anni lo studioso del MIT Henry Jenkins. E proprio questa frase campeggia sulla quarta di copertina di Cross-media. Le nuove narrazioni (Apogeo), l'ultimo volume di Max Giovagnoli, studioso di multimedia e nuovi modelli di intrattenimento.

Nel suo saggio parla di una Generazione X-Media, cosa intende con questo termine?
Mi riferisco ad una fascia di pubblico trasversale rispetto all'età e costantemente impegnata in un'opera di ri-mediazione dei contenuti. E' un'audience che va anche oltre il peer-to-peer selvaggio e passivo. A loro interessa, piuttosto, approfondire con occhio critico i contenuti televisivi, ad esempio trovare una linea narrativa secondaria in Guerre stellari, discuterne e magari produrre un video che conferma la loro ipotesi. Nella mia accezione, la "X" non si riferisce alla generazione, ma ai diversi media su cui si muovono le forme di consumo e produzione.

Una generazione che guarda non solo oltre il p2p, ma anche al di là di YouTube?
YouTube ha un modello molto simile a quello dei broadcaster tradizionali e di fatto è già obsoleto rispetto ad altre pratiche di intrattenimento. Ora bisogna guardare in direzione dei social-network. Tutti si aspettano che Facebook presto farà una mossa importante sul fronte dei video.

Cos'è che spinge giovani e non ad abbandonare la tv e riversarsi sui servizi online?
Il fattore determinante è il tempo: le nuove generazioni non vogliono più stare di fronte al televisore e aspettare che arrivi la puntata della loro serie preferita. Vogliono poter scegliere cosa guardare in ogni momento, e questo su internet è già possibile. Ma a fare la differenza è anche le possibilità di conversazione: i video si muovono dai forum ai blog ai social-network. E' una forma di "consumo secondario" rispetto alla semplice fruizione televisiva che online diventerà sempre più centrale.

Niente a che vedere, quindi, con la pseudo "tv interattiva" che ora propongono i broadcaster tradizionali...
L'attuale interattività della tv è semplice consultazione, ovvero la possibilità di sfogliare un archivio e scegliere un contenuto. Tra qualche anno magari aggiungeranno anche la chat, ma a quel punto l'X-Media Generation non si accontenterà di una semplice chat, vorrà già altro.

E quindi l'apparecchio televisivo è destinato a scomparire dai nostri salotti?
Non credo che ciò avverrà nei prossimi 5-10 anni. Piuttosto ci sarà un'evoluzione, la tv diventerà sempre più tematica e avrà forme di interattività più spinte. Ma, considerata la sua diffusione e il suo pubblico di riferimento, potrà diventare soprattutto una piattaforma per l'erogazione di servizi. Mentre i contenuti si sposteranno sempre più verso internet. Basta osservare l'attuale tween generation, ovvero i ragazzi tra i 5-14 anni. Già ora un bambino su due ha un computer in camera e uno su quattro dispone di una connessione a banda larga. Il loro tempo lo passano online, non certo in salotto davanti alla tv.

Articolo pubblicato su Chips&Salsa/Il Manifesto del 18 aprile 2009

Lunedì 20 aprile 2009 - 10:46 (501 giorni fa)

Nicola Bruno

Del.icio.us OkNotizie Segnalo Wikio

Argomenti trattati: televisione, entertainment, mondi digitali

Pagina 1 di 1

Documenti allegati

  • Nessun documento allegato

Commenti dei lettori

  • Nessun commento inserito

inserisci un commento

MEDIA VOTI UTENTI: 4 su 5

VOTA ANCHE TU

Ultimi articoli

La creatività degli appuntamenti al buio, con Chatroulette

In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....

Censura online: dal Web 2.0 al Controllo 2.0

Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...

Buone notizie dall'Afghanistan

Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...

Dipendenza da iPhone

Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...

Playstation Move, il controller di movimento della Sony

Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.

Public Data Explorer, tutti i dati del mondo

Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...

News correlate

  • d-Life - 9 dicembre 2008

    Piccolo mondo mio

    Rivoluzione Little Big Planet: il videogame di Sony permette agli utenti di creare dei piccoli mondi di gioco, in cui gli oggetti...
  • Next Economy - 17 luglio 2008

    Il copyright per le esecuzioni durerà 95 anni

    Per interpreti e compositori la legislazione sul diritto d’autore si estende ai 95 anni: lo ha deciso la Commissione europea, unificando...
  • d-Life - 10 marzo 2009

    Il nuovo Media Oriente - Al Jazeera

    Le mille e una piattaforma online della rete all news di Doha. Parla Moeed Ahmad, responsabile della divisione Nuovi Media: dalle licenze...
  • d-Life - 3 febbraio 2009

    La tv e i rischi di depressione da adulti

    I teenager couch-potato tendono a sviluppare la depressione in misura maggiore rispetto ai coetanei che trascorrono meno tempo davanti allo...
  • Next Economy - 8 maggio 2008

    Al Gore incontra i blogger per Current Tv

    Proprio in questi giorni vede la luce Current, progetto nato da un'idea di Al Gore che unisce tv e internet. La comunità seleziona i video...