Piana, Fsf: i nodi della Gpl 3 appena rilasciata

Carlo Piana, avvocato della Free Software Foundation (Fsf) illustra i principali punti della nuova Gpl 3, per la cui stesura è stato necessario un lungo iter di consultazioni, ovviamente aperto. Linux compatibile con Gnu anche se non la adotta. E dietro l'angolo Gnu/Solaris.

Carlo Piana, avvocato della Free Software Foundation Europe, che ha collaborato quale membro del Software Freedom Law Centre alla Gpl 3 ci aiuta a capire meglio le novità, le implicazioni e i retroscena della versione definitiva3, presentata ufficialmente il 29 giugno.

Quali sono i nodi cruciali della Gpl 3 e cosa è cambiato rispetto alle prime due stesure del 1989 e del 1991?

Quando la Gnu Gpl nacque, e con essa il concetto di copyleft, la focalizzazione era sul software per computer. Sono passati quasi vent'anni da allora e il quadro è cambiato di molto: internet ha sconvolto il modo di pensare il software, nonché il suo sviluppo e la sua distribuzione. Da un lato il software diventa ubiquitario, nelle lavatrici, nei navigatori satellitari, nei riproduttori multimediali, in centomila differenti apparecchi. Da un altro sono divenuti attualità i brevetti software. Infine i Drm (dispositivi che regolano ciò che un utente può o non può fare con il software e altri prodotti digitali secondo le volontà del produttore) sono una realtà preoccupante. Dunque secondo me il fatto di preoccuparsi di software "embedded", di avere una clausola espressa che contrasta i brevetti sul software e di limitare l'ingerenza autocratica dei Drm sono i punti cruciali di questa innovazione. Da avvocato europeo non trascurerei però la cura all'aspetto dell'internazionalizzazione della licenza. Da essa sono stati rimossi tutti i riferimenti a nomi e concetti tipici del diritto nordamericano, per far sì che l'applicazione della licenza dipenda solo dalla Convenzione di Berna sul Diritto d'Autore, e non più dalla legge Usa. È sparito ad esempio ogni riferimento al concetto di "prodotto derivato". Da ultimo, non dimentichiamoci che è stata rilasciata una nuova versione della Gnu LGpl e che esiste una Gnu Affero Gpl per le applicazioni web-based.

Se Solaris sarà, come pare, licenziato sotto Gpl3 potremmo avere una valida alternativa a Linux, del tipo uno Gnu/Solaris o qualcosa di simile
Carlo Piana
Free Software Foundation
Riguardo le incompatibilità con la Gpl 2?

Questo è un punto interessante. Il fatto che la Gpl 3 non sarebbe stata compatibile con la 2 era ampiamente previsto, infatti la Fsf ha sempre indicato l'opportunità di valersi della clausola "Gpl Versione 2 od ogni versione più recente". Siccome la versione 3 prevede condizioni più restrittive, se l'autore non ha usato la clausola "ogni versione più recente", sottoporre alla Gpl 3 del software che un altro ha concesso secondo le condizioni della Gpl 2 vorrebbe dire violare tale ultima licenza. Cosa che non succede se ci si è valsi della clausola.

Quanto è importante che Solaris e Linux adottino la Gpl3?

Linux è uno dei programmi più diffusi e uno dei progetti più rilevanti di software libero. Attualmente è l'unico Kernel largamente disponibile per il sistema operativo Gnu. Se la comunità degli sviluppatori di Linux non volesse migrare alla Gpl 3 sicuramente sarebbe una mancanza importante, ma ciò non comporterebbe affatto divisioni o biforcazioni nello sviluppo di Gnu/Linux, visto che esiste una netta separazione tra il kernel e le varie applicazioni che costituiscono il sistema operativo, e ancora di più rispetto a una qualsiasi media distribuzione.
In altre parole, non ci sarebbe incompatibilità tra applicazioni e parti di sistema operativo soggetti a licenza diversa.
Solaris è uno Unix completo, dal Kernel alle applicazioni: se sarà come pare licenziato sotto Gpl 3 potremmo avere una valida alternativa a Linux, del tipo uno Gnu/Solaris o qualcosa di simile. Sarà divertente vedere gli sviluppi. La concorrenza è una cosa molto salutare, anche e soprattutto nel mondo del software libero.

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NOTIZIE Martedì 03 luglio 2007 - 15:04 (983 giorni fa)

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