"Imponendo l'adozione di un sistema di autenticazione forte si pone un freno alla diffusione di reti wireless aperte". Lo dice Juan Carlos De Martin, direttore del Nexa Center for Internet & Society, in riferimento alla Legge Pisanu
Perché voi del Nexa center for Internet & society vi schierate contro un'ulteriore proroga della legge Pisanu?
Imponendo l'adozione di un sistema di autenticazione forte con esibizione di un documento si pone un freno alla diffusione di reti wireless aperte come le reti WiFi municipali (vedi articolo, ndr). Si impediscono accessi a internet diffusi e casuali che sono la norma in tutti gli altri paesi e che hanno conseguenze sociali, economiche e personali molto positive. Lo fa in nome della lotta al terrorismo, ma con una norma varata senza valutazione di impatto.
Vuoi dire che è stata votata una legge senza prima valutarne bene le conseguenze?
Pensiamo che ogni volta che si introduce una norma che prova a regolamentare internet debba essere fatta un'analisi di impatto rigorosa come accade per quanto riguarda l'ambiente.
Nel caso della legge Pisanu di quali impatti bisognerebbe tenere conto?
Bisognerebbe calcolare l'impatto economico dei mancati accessi alla rete. I costi supplementari sostenuti dalle imprese che sviluppano tecnologia wireless. Quelli per i bar e gli hotel che vogliono offrire la connessione gratuita ai propri clienti. E poi i costi connessi al fatto che gli utenti non trovano facilmente una connessione attraverso cui concludere affari, acquistare beni, usufruire di servizi pubblici.
Non si tratta di un prezzo solo economico, dunque.
Certamente. Basta immaginare quanto è decisivo l'accesso diffuso per il giornalismo dal basso, che permette ai cittadini presenti a un evento di documentarlo tempestivamente online. Senza dimenticare la questione dei diritti. Quando spedisco una lettera mica qualcuno mi chiede la carta di identità. Anche se in quella busta ci può essere materiale illecito o finalizzato alla realizzazione di illeciti. Idem per i telefoni pubblici. Con internet ci si permettono iniziative che sarebbero rigettate a furor di popolo se riguardassero tecnologie tradizionali.
Recentemente Stella Rimington, ex dell'intelligence britannica, ha definito la risposta all'11 settembre «molto esagerata». Anche se il decreto Pisanu è stato varato dopo gli attentati di Londra, possiamo dire che si inserisce in quel solco?
Sì, noi pensiamo che si tratti di un chiaro caso di over-reaction. L'attività legislativa dovrebbe essere un processo razionale con valutazione dei mezzi rispetto ai fini esplicitati. In questo senso, sarebbe interessante confrontare i vantaggi per le forze dell'ordine del decreto Pisanu, coi costi sociali del tipo sopra descritto.
Quali iniziative avete in programma?
Per ora abbiamo messo a punto un documento, in cui riassumiamo il problema dell'identificazione forte per l'accesso alla rete e di cui chiediamo che sia discusso e valutato a 360 gradi l'impatto. Il documento è disponibile sul nostro sito, e chiunque può aderire. L'obiettivo è cercare di suscitare un dibattito e scongiurare una proroga senza discussione e anche un po' semiclandestina, come è accaduto lo scorso anno quando, a parte qualche blog e voi de il manifesto , se ne è parlato pochissimo.
(Intervista pubblicata originariamente su Chips&Salsa in Alias, supplemento del manifesto del 29/11/2008)
FACE2FACE Lunedì 01 dicembre 2008 - 10:48 (641 giorni fa)
Argomenti trattati: politica, legislazioni
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