Presentata ieri all'inaugurazione del Worldwide Developers Conference 2008 a San Francisco, l'attesissima seconda versione dello smartphone Apple giungerà negli scaffali internazionali l'11 luglio. Compresa l'Italia. Tra le novità, l'integrazione del Gps e il software per iPhone 2.0.
E alla fine è arrivato. Esattamente come un anno e mezzo fa, le indiscrezioni – prima circa un possibile iPhone e poi sulla versione 3G – sono state così insistenti da diventare reali prima dell'annuncio. L'unica sorpresa, dunque, è stata la totale prevedibilità dell'evento. A partire dall'11 luglio il nuovo iPhone 3G arriverà in 25 paesi del mondo (compresa l'Italia), ma l'espansione internazionale è già prevista per altre cinquanta nazioni, comprese Grecia, Botswana, Estonia e Guatemala.
Nuove funzioni
Come previsto, è stato effettuato il primo rinnovo estetico di iPhone: dalla forma a goccia, simile a quella del MacBook Air, e in due colori: nero e bianco, un ritorno alle origini di iPod. Ma la vera novità riguarda la connettività 3G integrata che trasforma lo smartphone duplicando la velocità in download (rispetto alla precedente connettività Edge), che diventa paragonabile alla velocità del WiFi. Un secondo miglioramento tecnico riguarda la batteria, che quasi raddoppia la sua tenuta: da 5 a 10 ore in modalità standby, da 3 a 5 ore con l'uso di connessione 3G. E quasi Steve Jobs è riuscito a far dimenticare le sue parole di un anno fa, quando sosteneva che il 3G non sarebbe arrivato su iPhone perché consuma più energia, riducendo la portata della batteria. Ultima, ma importante novità è l'integrazione dell'antenna Gps: iPhone diventa così un vero e proprio navigatore satellitare, insidiando anche il mercato di device come TomTom e Garmin.
Nuovo prezzo
Nonostante tutte le succose novità della seconda generazione di iPhone, lo smartphone di Apple viene – nuovamente – deprezzato. Con grande tristezza degli early adopters che hanno speso, solo un anno fa, quasi 500 dollari per uno smartphone che ora costerà 199 dollari (in versione 8 GB) e 299 dollari (in versione 16 GB), sempre con un contratto di due anni. Magie del progresso e della distribuzione di massa. In Italia, però, non si hanno ad oggi certezze ufficiali sul prezzo di commercializzazione dell'iPhone. Secondo indiscrezioni riportate da Corriere.it, se utilizzato con schede prepagate – un'opzione inesistente negli Usa – il prezzo italiano potrebbe addirittura essere tra i 499 e i 569 euro. Restano ancora molti dubbi sulle tariffe che Tim e Vodafone applicheranno a chi vorrà legarsi con un contratto della durata di due anni. In Inghilterra, l'operatore O2 che distribuisce in esclusiva nazionale iPhone ha già confermato le nuove tariffe: 99 sterline (euro) per il telefono in versione 8 GB e tariffa a partire da 30 sterline al mese, tutto compreso.
Nuovo software
Gran parte del keynote è stato però dedicato allo sviluppo da parte di terze parti di applicazioni per iPhone, preparando il terreno all'annuncio della nuova versione 2.0 del software. Succosa novità è MobileMe un servizio su abbonamento (99 dollari all'anno) che incarna l'idea di cloud computing alla portata di tutti. Basta sottoscrivere MobileMe per avere tutti i propri dati (rubrica indirizzi, calendari, email e immagini) aggiornati in tempo reale su iPhone, Mac e Pc; per una vita mobile sincronizzata e ricevere le email push, come già fa BlackBerry per 9 euro al mese. A inizio luglio vedrà inoltre la luce App Store, una piattaforma di e-commerce che permetterà a chiunque di caricare un'applicazione disegnata per iPhone a un determinato prezzo (o gratuitamente). Come mostrato al keynote, lo sviluppo e la distribuzione di un software per lo smartphone di Apple è semplice: Sdk (il kit per gli sviluppatori rilasciato a marzo e già scaricato 250mila volte) ha tutti gli strumenti necessari, da Xcode (cuore dello sviluppo) all'applicazione che permette di creare l'interfaccia del software, fino alla fase di debugging in cui si cercano e si correggono i problemi tecnici prima del rilascio. Infine, una volta caricato su App Store, è possibile selezionare il prezzo di vendita, di cui il 70 per cento dei guadagni rientra nelle tasche degli sviluppatori, mentre il 30 resta ad Apple.
Nuove applicazioni
L'uso di tutte le applicazioni è però limitato dal Drm di Apple, FairPlay: una noia per gli utenti, ma una garanzia per i produttori di software. App Store non sarà però semplicemente un negozio di applicazioni per iPhone, ma anche una piattaforma di scambio di software libero. Gli sviluppatori possono infatti decidere di non guadagnare sulla distribuzione. E così già fa, per esempio, TypePad, la piattaforma di blogging che offre un'applicazione gratuita per tutti gli utenti di iPhone che vogliono aggiornare il proprio blog in mobilità. Tra le altre applicazioni presentate durante il keynote (tra cui anche il videogioco Super Monkey Ball e il software di news dell'Associated Press), merita particolare attenzione Loopt, un'applicazione già esistente per altri cellulari che permette di visualizzare su Google Maps tutti i propri amici, in tempo reale, semplicemente utilizzando il Gps integrato degli smartphone o la triangolazione rispetto alle celle telefoniche, o ancora rispetto agli hot spot WiFi utilizzati e già classificati nella mappa. Utile per chi ha amici sempre connessi.
Stesse reazioni
Il keynote è stato interamente incentrato su iPhone, lato sviluppatori e lato nuovi clienti. Come sempre in questi casi, il grande annuncio non lascia spazio ad altre anticipazioni e ad altre novità. Niente nuovo sistema operativo (rilasciato il dvd di anteprima per gli sviluppatori di MacOsX 10.6 in codice Snow Leopard), niente tablet. I più smaliziati – che non sono né sviluppatori né utenti normali – hanno vissuto questa presentazione con sofferenza, ma soprattutto noia. E come per ogni keynote il pubblico si è diviso tra fan entusiasti, fan delusi e semplicemente indifferenti, ai quali poco importa dei rituali di Steve Jobs.
NOTIZIE Martedì 10 giugno 2008 - 11:54 (815 giorni fa)
Argomenti trattati: Apple, iPhone, Steve Jobs, software, smartphone
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