Le piattaforme open source Moblin, LiMo e Android hanno dato ottima dimostrazione delle proprie capacità al Mobile World Congress. Intervista agli ottimizzatori WindRiver.
L'anno scorso il protagonista annunciato del Mobile World Congress (Mwc) di Barcellona è stata la piattaforma software open source Android. Un po' per il mega consorzio industriale (Open Handset Alliance, Oha) che lo supportava, un po' perché il promotore era Google, re Mida del business digitale. Alla prova dei fatti i prototipi di smartphone Android visti a Barcellona hanno in parte deluso. Non erano oggetti commercializzabili. Per vedere il primo Googlefonino si è dovuto attendere l'estate, con l'Htc Dream G1.
Quest'anno, Android non ha avuto l'esclusiva del 2008. La vera star del Mwc è stato infatti l'open source, non solo quello promosso dalla Oha. Insieme ad alcuni Androidfonini, la novità è il felice proliferare dei sistemi operativi "open" - come Limo (linux mobile) e Moblin (mobile linux) - nei diversi dispositivi mobili, tra cui i Mobile Internet Device (Mid), ibridi per dimensioni e funzionalità tra smartphone e notebook su cui punta il colosso dei microprocessori Intel. A ottimizzare il sistema operativo per l'hardware dei Mid è Wind River, azienda che da venticinque anni sviluppa dispositivi high-tech d'eccellenza con software rigorosamente proprietario per l'industria aerospaziale e l'automotive, e da quattro si è innamorata dei dispositivi mobili e dell'open source diventando protagonista in tutte e tre le piattaforme di sviluppo. "Abbiamo sempre lavorato con software proprietario finché abbiamo capito che per alcuni settori l'open source era il futuro – dichiara a Finanza&Mercati Jason Whitmire, responsabile della divisione mobile in WindRiver - Da allora abbiamo cercato i progetti che meritavano i nostri investimenti e abbiamo scelto Android, Limo e Moblin".
Negli ultimi mesi WindRiver ha conquistato terreno all'interno dell'Oha stringendo alleanze con diversi vendor e operatori, grazie alle applicazioni integrate e ottimizzate per gli smartphone. "Facciamo risparmiare ai nostri partner almeno nove mesi di sviluppo fornendo un'architettura testata e assistenza post vendita". E quello che funziona nella Oha funziona altrettanto bene nella LiMo Foundation, di cui WindRiver è recentemente diventato system integrator ufficiale, e in Moblin, progetto open source concepito da Intel appositamente per i Mid e il settore automotive. A beneficiare dell'ottimizzazione del software sarà anche la comunità open in genere: spesso i progetti Linux sono penalizzati dalla frammentazione dei software che si moltiplicano a partire dal codice originario. I Mid presentati a Barcellona (con WiMax, WiFi e 3G) sono i primi a girare su Moblin, ma bisognerà attendere ancora un anno prima che raggiungano il mercato di massa. "Il 2009 non sarà l'anno del boom per i Mid – conclude Whitmire - Dovrebbe esserlo il 2010, quando i dispositivi costeranno meno di 500 euro e le reti mobili ad alta velocità saranno più diffuse di oggi."
Articolo pubblicato su Vision-Finanza&Mercati del 19 Febbraio 2009
Venerdì 20 febbraio 2009 - 11:20 (391 giorni fa)
Argomenti trattati: open source, smartphone, sistemi operativi
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