Una giornata a codice aperto

Dov'è la conferenza?
15.00 - Dopo il pranzo è giunto il momento di preparami per andare al convegno. Non mi ricordo di preciso dove si trova il luogo dell'incontro così controllo su OpenStreetMap. OSM mi piace per la precisione e la rapidità con cui le cartine si aggiornano grazie alla collaborazione degli utenti. Per certe aree del mondo, poco documentate da altri servizi di cartografia, è veramente una manna dal cielo. L'Italia però è ancora un po' scoperta. Non c'è nemmeno la via dove abito! E poi ogni volta che lo uso per una ricerca mi sembra sempre più lento. Questa volta, per far prima, opto per Google Maps. Ma nel week-end uscirò col GPS che ho preso in università per integrare la mappa della mia città con i quartieri mancanti.

Internet in movimento
17.00 – Il convegno è finito e mi sono accorta che il mio cellulare non si accende più. Credo sia colpa del software, nelle ultime settimane mi ha dato diversi problemi inviando Sms, e sono stufa di andare sempre dall'assistenza. Basta, ho deciso. Il mio nuovo cellulare sarà open source. Ho letto questa settimana che è uscito anche in Italia il primo smartphone con sistema operativo Android, quello sviluppato in collaborazione con Google. È una piattaforma aperta e, proprio per questo, esistono già centinaia di utili applicazioni sviluppate dagli utenti. L'open source è infatti un ottimo campo di sperimentazione anche per il mobile: so che esiste anche OpenMoko, un cellulare basato su Linux, ma non sono sicura di trovarlo nei negozi.

Cocktail&Blog
19.00 – Di ritorno a casa, chiedo agli amici online un consiglio per il cellulare: scrivo un messaggio su Identi.ca – la versione open del più celebre Twitter – e in pochi minuti ricevo una dozzina di risposte. Devo controllare anche il social network dei giovani ricercatori di cui faccio parte: invece di creare un gruppo su Facebook come fanno tutti, ci siamo affidati a Ning che ti permette di personalizzare tutte le impostazioni, di aprire forum di discussione, inserire video e commenti. A proposito, devo aggiornare il mio blog su Wordpress: da quando lo uso non ho più problemi di spam e posso aggiungere tutti i plug-in che mi interessano, a differenza di Splinder. Mi piacerebbe provare anche dBlog, è open ed è stato sviluppato da un italiano, sono molto curiosa.

Prima serata su Miro
20.30 - La giornata è finita, finalmente posso guardare uno dei film che ho scaricato in totale relax: peccato però che sia QuickTime che Windows Media Player mi danno problemi ad aprire il formato DivX. Ma non mi arrendo, ho un asso nella manica: lo guardo con VLC, che non solo è un player libero ma supporta la maggior parte dei codec audio, video, i formati e praticamente tutti i protocolli per lo streaming. Finito il film è ancora presto e non me la sento di andare a dormire, così apro Miro, il mio lettore open source preferito, che scarica da internet gli RSS dei programmi che mi interessano: mi guardo un po' di videocast in HD da Earth-Touch.com, canale dedicato alla natura. Infine il notiziario di Rocketboom e mi addormento col sorriso.

Articolo pubblicato su Chips&Salsa-Il Manifesto del 28 marzo 2009

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Lunedì 30 marzo 2009 - 15:49 (522 giorni fa)    Pagina 2 di 2

Marina Rossi e Valentina Tubino

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Argomenti trattati: open source, free software, Linux, OpenOffice

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