Una giornata a codice aperto

Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile trascorrere 24 ore senza utilizzare tecnologie proprietarie. Oggi, con un po' di attenzione, si può fare anche senza essere degli informatici. Segno del crescente successo dell'open source.

Sveglia con Ubuntu
9.00 – Buongiorno mondo! Accendo il pc e preparo il caffè, perché oggi mi servirà parecchia energia. Dimentico sempre che ho un computer con due sistemi operativi e devo selezionarne uno all'avvio: sono così abituata a usare Ubuntu, che alla fine mi sono perfino scordata di avere anche Windows Xp sullo stesso computer. Ma Ubuntu ha davvero tutto ciò che mi serve! Fino a qualche anno fa le distribuzioni di Linux erano solo per gli utenti più esperti, ma ormai il sistema operativo open source ha superato la creatura di Microsoft, diventando più veloce e sicuro: se incontro anche il più piccolo problema, trovo sempre una risposta nei forum della comunità di sviluppo. E poi non devo preoccuparmi di virus e di schermate blu.

Colazione da Thunderbird
10.00 - Smaltisco la montagna di e-mail che mi si è accumulata nell'Inbox. Tempo fa, dopo aver letto l'intervista a Linus Torvalds su Lifehacker, avevo deciso di provare Alpine, la webmail preferita dal papà di Linux. Si tratta di un client, sviluppato dall'Università di Washington, ideale per chi deve gestire tanti messaggi, vuole consultare la posta senza contrattempi e aggiungere qualche personalizzazione. L'interfaccia di gestione testuale può apparire un po' retrò ma offre ottime prestazioni in velocità. Per me però risultava comunque troppo impegnativa, così ho preferito tornare a gestire le mie e-mail attraverso Thunderbird, il client di Mozilla, più immediato e comunque dotato di tutti i requisiti che mi occorrono.

Saperi liberi
11.00 – È ora di lavorare sul serio. Ho un articolo per una rivista da finire di scrivere e non ho ancora lanciato OpenOffice. Per fortuna che l'ultima versione è diventata rapida nell'avviarsi. Mi ricordo ancora quando cliccavo sulla O di Office e dovevo aspettare minuti prima di iniziare a lavorare. Da allora mi sono affidata alle applicazioni open per le mie ricerche, visto che posso salvarle tranquillamente in formati aperti come .rtf o .odf. Se devo scrivere testi veloci mi piace molto AbiWord perché è semplice, per impaginare i miei articoli, come in questo caso, mi affido invece a OpenOffice, è più completo. E con Gimp modifico le immagini da inserire nel documento, senza dover pagare centinaia di euro per una suite di grafica professionale.

Una volpe per antipasto
13.00 - Tempo di una pausa, mi dedico alla navigazione: da quando uso Firefox come browser preimpostato è tutta un'altra cosa. È veloce e sembra studiato proprio per assecondare le mie necessità. E se proprio capito su un sito che si vede bene solo con il browser di casa Microsoft, posso sempre usare IE tab, il plug-in che mi permette di visualizzare le pagine web attraverso Internet Explorer. Peccato che all'Università sono costretta ancora ad usare il browser Windows. I miei amici dicono che anche Chrome di Google è valido, aperto e molto veloce: quando sarà disponibile per Ubuntu lo proverò di persona. Ho sperimentato anche Safari: stabile e sicuro, ma non ha la stessa duttilità della volpe di fuoco di Mozilla, che rimane il mio browser preferito.

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Lunedì 30 marzo 2009 - 15:49 (522 giorni fa)

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