L'ateismo? Dipende da un alto QI

Gli intelligenti non credono in Dio: lo sostiene un grande studioso di psicologia in un articolo un po’ audace che ha destato già molte reazioni, riproponendo la storica dialettica tra fede e scienza.

Sta facendo discutere in Inghilterra un articolo provocatorio che sarà pubblicato nel prossimo numero della rivista Intelligence. L'autore dello studio, di cui parla Times Higher Education, è un professore emerito di psicologia dell'Università di Ulster, Richard Lynn, e sostiene che le persone con un alto quoziente di intelligenza tendono ad essere atee. Quozienti più bassi, invece, porterebbero a credere più facilmente. John Harvey e Helmuth Nyborg, coautori dell'analisi, rievocano a loro volta altri studi che vanno in questa direzione, uno dei quali, risalente al 1990, sottolinea che solo il 7 per cento dei membri della American National Academy of Sciences professa una fede religiosa.

L'articolo provocatorio di Lynn parte proprio dalla constatazione che il 68,5 per cento della popolazione britannica si dichiara credente, contro un magro 3,3 per cento dei membri della Royal Society. "Chissà perché?", chiede ironicamente il professore di psicologia, già avvezzo a confrontarsi con interrogativi spinosi che riguardano, per esempio, il legame tra intelletto, sesso o razza.

Ma se un indubbio declino nell'osservanza dei precetti religiosi nell'ultimo secolo ha coinciso innegabilmente con un aumento dell'intelligenza media, la conclusione categorica cui approda lo studio di Lynn sembra un po' azzardata. La comunità scientifica, pur tradizionalmente abbastanza estranea ai precetti religiosi, reagisce con prudenza, sottolineando che la fede religiosa è spesso una conseguenza di fattori storici e culturali, che esistono e sono esistiti uomini di scienza e di fede e che le facili correlazioni sono pericolose. Parlano così Andy Wells, della London School of Economics, e Gordon Lynch, direttore del Centre for Religion and Contemporary Society di Birkbeck. "Grazie a Dio sono ateo", diceva Woody Allen, simbolo indubbio di un approccio illuminato e pionieristico nei confronti dei dogmi religiosi, ma anche lievemente contraddittorio sull'argomento, decisamente molto complesso e articolato.

NOTIZIE Venerdì 13 giugno 2008 - 12:25 (641 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: intelligenza, QI, ricerca

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Commenti dei lettori

  • Antoine
    Mi piacerebbe sapere il QI del professore emerito di psicologia dell'Università di Ulster, Richard Lynn. Comunque non gli servirà granché quando anche lui avrà titato le cuoia...
    14/06/2008 - 07:48
  • mensano
    effettivamente all'interno del mensa (l'associazione che riunisce le persone con un iq superiore a 148 sulla scala cattel) e' praticamente nella sua totalita' atea.. ma la cosa non mi sorprende molto.. anche tra i bambini, quelli piu' svegli, capiscono che babbonatale non esiste prima di quelli piu' ingenui.. in fondo un ateo non e' nient'altro che un credente divenuto adulto.. credere al soprannaturale preclude ovviamente una carenza di logica..
    03/08/2009 - 12:15
  • mensano
    effettivamente all'interno del mensa (l'associazione che riunisce le persone con un iq superiore a 148 sulla scala cattel) e' praticamente nella sua totalita' atea.. ma la cosa non mi sorprende molto.. anche tra i bambini, quelli piu' svegli, capiscono che babbonatale non esiste prima di quelli piu' ingenui.. in fondo un ateo non e' nient'altro che un credente divenuto adulto.. credere al soprannaturale preclude ovviamente una carenza di logica..
    03/08/2009 - 12:15
  • MENSANO
    effettivamente all'interno del mensa (l'associazione che riunisce le persone con un iq superiore a 148 sulla scala cattel) e' praticamente nella sua totalita' atea.. ma la cosa non mi sorprende molto.. anche tra i bambini, quelli piu' svegli, capiscono che babbonatale non esiste prima di quelli piu' ingenui.. in fondo un ateo non e' nient'altro che un credente divenuto adulto.. credere al soprannaturale preclude ovviamente una carenza di logica..
    03/08/2009 - 12:16
  • MarcusPrometheus
    A me sembra che non serva una gran genialita' per capire che il dio proposto dal monoteismo ha caratteristiche contraddittorie ed ingiuste. Il problema a me ed al grande psicologo Luigi De Marchi (autore de " Lo Shock Primario") invece pare piu' tipicamente psicologico (e di coraggio). Non e' facile solo per amor di verita' rinunciare all'amico immaginario per adulti, alla consolazione di una giustizia divina in assenza di una buona giustizia umana ed alla speranza di vita oltre la morte
    05/11/2009 - 21:37

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