Il copyright per le esecuzioni durerà 95 anni

Per interpreti e compositori la legislazione sul diritto d’autore si estende ai 95 anni: lo ha deciso la Commissione europea, unificando inoltre il mercato delle Siae europee. Con molte conseguenze e anche con molte polemiche.

I Beatels (la decisione europea riguarda anche alcune loro registrazioni)La Commissione Europea ha approvato ieri alcune misure cruciali per il diritto d'autore: innanzitutto i diritti degli artisti interpreti ed esecutori vengono prolungati da 50 a 95 anni, inoltre ci sarà totale armonizzazione della durata dei diritti per le opere musicali partorite da più autori e infine non esisterà più il cartello dei gestori riuniti nella Cisac (Confederazione Internazionale delle società autori e compositori), il che significa che le Siae europee entreranno in regime di libera concorrenza né vigeranno più limiti per le società di gestione di offrire licenze a radio e televisioni fuori dai confini nazionali.

Come scrive Bbc News, la maggior soddisfazione per la decisione riguarda soprattutto le facilitazioni al libero mercato introdotte. Il commissario europeo Neelie Kroes spiega la portata della legge: "Il provvedimento incoraggerà la diversità culturale e permetterà agli artisti di scegliere di più e meglio, oltre a stimolare le trasmissioni via satellite e via internet, regalando agli utenti maggior scelta e agli autori potenziali rendite aggiuntive".

Tutti riconoscono nella decisione europea una svolta epocale, a cominciare dalla rivoluzione che la decisione comporta per i music store come iTunes di Apple, tenuti fino a ora a negoziare i diritti per la vendita di opere musicali con le differenti società di ogni Paese europeo. Eppure il malcontento per la disposizione esiste, specie tra coloro che ritengono che la decisione ecceda nel proteggere la categoria degli esecutori, alla luce del fatto che in realtà la rete ha ridotto il ciclo di vita di ogni opera e anche, di conseguenza, i diritti su di essa.

Come scriveva Visionpost qualche mese fa, la proposta sull'estensione del copyright per le esecuzioni, portata avanti dal commissario dell'Unione europea Charlie McCreevy, aveva generato una petizione online. Ma non è bastato: il provvedimento McCreevy è passato e ora i diritti di riproduzione e diffusione durano quasi il doppio. Per capire la portata della decisione giova spiegare come era fino a ieri la legislazione sul diritto d'autore nella musica, divisa tra copyright sul brano depositato (musica e parole) e copyright sulle registrazioni audio (legate quindi all'esibizione e non all'autore), con una durata rispettivamente di settant'anni dalla morte dell'autore per la prima categoria e di cinquant'anni dalla registrazione per la seconda categoria.

Alcuni dei commenti alla decisione della Commissione europea che appaiono sul blog di Stefano Quintarelli rivelano i motivi principali del dissenso: "Il legislatore ragiona come se ci fosse un mercato fisico controllato dalle major (era così fino a 10 anni fa) e come se ci fosse ancora la catena del valore di 10 anni fa (creatore-produttore-rivenditore-cliente)", fa notare un lettore, mentre un altro utente scrive: "Nella pratica internet ha cambiato la gestione dei diritti. Tranne ViaCom, ormai tutti accettano che uno spezzone di trasmissione tv sia su YouTube senza reclamare nessun diritto di sorta. Ogni blog è sotto licenza creative commons…".

La Commissione ha prodotto inoltre un documento fondamentale dal titolo Green Paper on Copyright in the Knowledge Economy, dove vengono affrontati gli argomenti considerati fondamentali in un'economia moderna basata sulla diffusione della conoscenza. In tutti i casi i melomani non hanno nulla da temere: le misure adottate non dovrebbero incidere minimamente sui prezzi di vendita della musica. Ma sarà vero nel lungo periodo?

NOTIZIE Giovedì 17 luglio 2008 - 13:47 (778 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: copyright, entertainment, musica

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