Ufficializzate ieri le dimissioni dalla poltrona più calda della Silicon Valley. L'ad lascia in eredità nuovi progetti, ma anche il tracollo del titolo. Mentre partono le speculazioni sul nuovo Ceo, gli azionisti invocano il ritorno di Redmond.
"Nonostante le tante sfide e distrazioni, nel corso dell'ultimo anno e mezzo Jerry Yang ha guidato il riposizionamento di Yahoo! sul modello di una piattaforma aperta, così come ha migliorato l'allineamento di costi e guadagni. Jerry e il consiglio di amministrazione hanno avuto un dialogo costante sui tempi della successione, e siamo convinti che questo è il momento giusto per gestire la transizione ad un nuovo CEO che può portare la compagnia ad un livello superiore".
Con questa dichiarazione del presidente del consiglio di amministrazione Roy Bostock, Yahoo! ha ufficializzato l'addio più chiacchierato (e caldeggiato) degli ultimi mesi: Jerry Yang lascia la poltrona di CEO del colosso di Sunnyvale e torna al ruolo di "guida spirituale" dell'azienda fondata 14 anni fa.
Una poltrona che ha iniziato a traballare durante l'estenuante braccio di ferro con Microsoft e le trappole dell'azionista Icahn (sono queste "le distrazioni" di cui parla Bostock?), è diventata calda dopo il fallimento dell'accordo con Google e ha poi finito con lo scottare troppo nel corso dell'ultimo tsunami finanziario, quando Yahoo! ha visto scendere il valore delle proprie azioni in maniera incontrollata (da 31 a 10 dollari, qui una timeline). Davvero troppo per giustificare il "giusto riposizionamento e risanamento" (sicuramente avveduto, da editore a piattaforma) che Yang rivendica nel memo interno inviato ai dipendenti.
Per quanto nella loro fredda e cauta ufficialità i comunicati ufficiali nascondano più cose di quante ne dicano, è chiaro un po' a tutti qual è l'ancora di salvataggio in cui tutti sperano a Sunnyvale: il ritorno di Microsoft, anche a fronte di un'offerta certamente inferiore ai 47 miliardi dello scorso marzo (come sottolinea Kara Swisher del WSJ, oggi Yahoo vale circa un terzo: 14,7 miliardi di dollari). Almeno questo è quello che oggi chiedono diversi investitori: "Mi aspetto che Microsoft torni indietro nel giro dei prossimi tre o quattro mesi. Lo farà perché hanno bisogno di Yahoo", si è affrettato a dire Eric Jackson, uno dei più attivi azionisti. E' ancora presto per dire se si tratterà di acquisizione o di un semplice accordo per la ricerca, secondo gli analisti, ma questa sembra essere la strada obbligata di entrambe le compagnie secondo l'analista Benjamin Schacter di Ubs.
"Cosa ci dice questa storia?" si chiede Vittorio Zambardino su Scene Digitali sottolineando il tentativo di Yang di trasformare Yahoo da editore a piattaforma. "Ci dice che la grande corsa delle "piattaforme" ha solo due vincitori. Il vecchio padrone di Redmond. Il nuovo Padrone di Mountain View. Gli altri possono giocare in cortile e vivere di briciole. La strada e la piazza del mercato sono nelle mani del duopolio di quegli altri".
In tutto ciò, è già partita la girandola delle speculazioni su chi sarà il successore. PaidContent riporta una lista in cui figurano nomi noti del business hi-tech a stelle e strisce, come Johnatan Miller (ex AOL), Kevin Johnson (ex Microsoft ora a Juniper Research ), Marc Andreessen (noto imprenditore della Silicon Valley) e finanche, ironizza qualcuno, Hillary Clinton.
Difficile dire quale sarà il ruolo di Yang nel nuovo corso: molto dipenderà dal successore designato, ma anche dalle strategie che il consiglio di amministrazione sceglierà di perseguire. Come evidenzia Massimo Russo, l'ex Ceo di Sunnyvale ieri ha dichiarato ai suoi "Ho sempre avuto e sempre avrò sangue viola nelle vene" (lett. sanguinerò viola, il colore sociale di Yahoo!). Interpretando molto liberamente: Se ho sbagliato, è stato per troppo amore nei confronti della mia creatura". Chissà cosa farà quando nei prossimi mesi vedrà il viola della sua creatura (la cui indipendenza ha difeso fino al punto del tracollo finanziario) mescolarsi con l'azzurro di Microsoft.
NOTIZIE Martedì 18 novembre 2008 - 13:30 (448 giorni fa)
Argomenti trattati: Yahoo!, Microsoft, fusioni&acquisizioni
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