La grande G cerca un accordo con alcuni operatori via cavo per realizzare una corsia veloce per i suoi servizi. E si difende dall’accusa di aver cambiato idea sostenendo che altre società stanno stipulando alleanze simili.
Secondo il Wall Street Journal Google starebbe negoziando con alcune compagnie telco una corsia preferenziale per i suoi servizi. Il giornale ritiene che questo sia uno dei segnali che anche Obama stia cambiando idea sulla questione. Eppure Google figura da sempre tra i principali protagonisti (insieme a Free Press, PayPal ecc) dell'Open Internet Coalition e recentemente ha chiesto al neoeletto Obama un impegno che va nella direzione della net-neutrality. Ciononostante, secondo il Wall Street Journal, la grande G sarebbe scesa a patti con "il diavolo", chiedendo esplicitamente una strada speciale per i propri contenuti. Si tratterebbe di una linea veloce, che sarebbe però secondo alcuni in aperto contrasto con i principi della neutralità della rete.
La proposta di Google, chiamata OpenEdge, collocherebbe i server Google direttamente nel network dei provider di servizi. Insomma il motore di ricerca di Mountain View probabilmente inizia a pensare che la miglior difesa sia l'attacco, nonostante fin dai primi tempi, attraverso il Chief Internet Evangelist Vint Cerf, si sia espresso per l'accesso uguale e contro l'internet a doppia velocità. Ma il search engine non è l'unico che starebbe cambiando idea (anche se dal suo blog ha criticato l'articolo del Wall Street e ha affermato di continuare a sostenere la net neutrality). E se questo repentino mutamento significasse un affievolirsi della posizione a favore della net neutrality anche nell'amministrazione Obama?
Evidentemente, a fronte di una crescita annuale di internet del 50 per cento, sarà sempre più difficile trattare tutto il traffico allo stesso modo. Soprattutto con la crescita esponenziale dei video, si sta facendo avanti l'ipotesi di una fast lane. In un recente convegno, il professore di cyberdiritto di Stanford, Lawrence Lessig, amico di Barack Obama dai tempi dell'università, ha sostenuto l'ammissibilità del fatto che i provider si facciano pagare per offrire un web più veloce, dando la sensazione di aver tradito le proprie leggendarie posizioni.
Ma Lessig ha protestato la sua innocenza e ha invitato a prendere l'articolo con molta cautela, specificando di non aver mai mutato le proprie posizioni sull'argomento, di essere sempre stato d'accordo sull'ipotesi di un pagamento per i servizi veloci, ma al tempo stesso di aver sempre osteggiato gli accordi esclusivi. E se il neo eletto presidente degli Stati Uniti, nel corso della sua campagna, si è espresso molte volte a favore della libertà e democraticità di internet, è possibile che chi lo consiglia da vicino stia invece esplorando altre alternative.
NOTIZIE Lunedì 15 dicembre 2008 - 12:59 (455 giorni fa)
Argomenti trattati: network neutrality, Google, Lawrence Lessig
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